Lazio: Sarri tra Lokomotiv e calendari

Il tecnico biancoceleste in conferenza stampa alla vigilia della gara in Russia

Vorrebbero solo parlare della partita decisiva. Ma Maurizio Sarri finisce per allargare il tema a quello di un calendario troppo fitto, ricco di impegni troppo importanti e tutti ravvicinati. Un problema che il tecnico toscano ha evidenziato più volte nel corso di questa stagione. Anche polemizzando con la Lega di Serie A, che ora ripropone in una settimana dove il match di Europa League con la Lokomotiv a Mosca, cade tra le partite di campionato con Juve e Napoli. L’allenatore biancoceleste protesta: ci tengono all’Europa League e cercheranno di fare di tutto per passare il turno. Ma giocarla in questo modo è un problema. Fino agli anni scorsi c’era la possibilità di spostare la gara di campionato al lunedì, adesso questo non è più fattibile. E in questo modo diventa tutto più complicato. Domenica giocheranno a Napoli dopo una partita disputata in trasferta. Anche il Napoli giocherà a Mosca in Europa League. Ma prima, perché il regolamento prevede che non si possono giocare due partite nella stessa città lo stesso giorno e che debba anticipare la squadra di casa che ha il ranking più basso, perciò il Napoli giocherà prima. Ovviamente per loro si tratta di un vantaggio. Perché un giorno di pausa in più su tre giorni significa avere il 33% in più di riposo.

Acerbi e Sarri e il problema di ridurre il numero di squadre

Calendario da rivedere: il problema è generale secondo Sarri. Afferma che se si gioca ogni tre giorni, ne risente lo spettacolo e le qualità delle partite. I rischi per i giocatori aumentano. Non si capacita di come l’associazione calciatori non prenda posizione su questo problema. Hanno fatto una battaglia per avere una settimana di vacanza a Natale e poi invece accettano questa situazione. A fianco di Sarri, c’è Francesco Acerbi, che interepellato riguardo il tema afferma che ne stanno parlando. Da studi effettuati si emerge che ormai si giocano quasi 70 partite a stagione, tra campionato, coppe e nazionali. La soluzione potrebbe essere quella di ridurre il campionato a 18 squadre. A proposito di questo, Sarri lo ferma subito. In questo modo si toglie lavoro ai loro colleghi. Perché se il numero di squadre si riduce ci saranno dei giocatori a spasso. La soluzione migliore è invece quella di ridurre le partite delle nazionali e concentrarle in un unico periodo dell’anno. Magari a giugno. Si domanda perché alle qualificazioni ai Mondiali ed Europei debbano partecipare selezioni di livello bassissimo. Dovrebbe esserci un Europeo e un Mondiale di Serie B. Poi, chi lo vincerebbe, parteciperebbe a quello di Serie A, la volta seguente. In questo modo le partite di qualificazione sarebbero 5 o 6 invece di 12: tutti potrebbero respirare.

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