Si avvicina la fine del cashback di Stato, cosa succederà

Cashback in italiano significa rimborso ed è una pratica che nel commercio così come nel mondo delle scommesse e dei giochi da casinò elettronici si conosce molto bene.

Certo sono due pratiche molto differenti, perché nel commercio online intende una percentuale degli importi spesi per i loro acquisti effettuati presso i negozi online convenzionati.

Si usa che il termine sistema di referenza che permette di guadagnare delle percentuali attraverso altre persone invitate, insomma si premia il passaparola e il referrals (propri invitati).

Nei casinò online (ad esempio su bettilt in italiano) intende la possibilità di richiedere il rimborso delle giocate perse.

Il cashback di Stato che cos’è

Cashback di stato e lotteria degli scontrini sono le due iniziative inedite del governo italiano per:

  • incentivare i consumi
  • incentivare i pagamenti elettronici tramite carta e strumenti tracciabili
  • modernizzare i sistemi di pagamento digitale mobilitando anche i negozianti
  • contrastare l’evasione fiscale che deriva dai pagamenti in contanti non tracciati.

Il cashback di stato è iniziato a Natale, dicembre 2020, periodo di massime spese. Dovrebbe continuare fino a giugno 2022 ma potrebbe essere sospeso come iniziativa.

La lotteria degli scontrini è una vera e propria lotteria basata sulla conservazione di scontrini registrati con il proprio codice fiscale. Anche qui, un’iniziativa diversa con le finalità sopra descritte.

Il Governo potrebbe sospendere il cashback, ecco perché

A Palazzo Chigi si è tenuta una Cabina di Regia molto importante dove è stata decisa la cancellazione dell’operazione cashback a fine giugno. L’operazione prevede il pagamento delle somme accumulate con i pagamenti delle carte di debito e credito, con il superpremio da 1500 euro ai maggiori. Si decide quindi la cancellazione di questa operazione prevista per il secondo semestre dell’anno. Sono arrivate diverse posizioni politiche differenti sul tema, il programma cashback di stato dovrebbe durare fino al 2022, maggiori infirmazioni verranno fornite a chi partecipa dal governo attraverso le app e i siti di riferimento.

Movimenti Cinque Stelle

Stefano Patuanelli è capodelegazione del M5S, la sua opinione è la prima ripresa dai giornali. Si oppone alla fine del programma cashback. “La sospensione del meccanismo del cashback è un grave errore. Ha stimolato l’uso dell’app Io, incentivando la digitalizzazione, e ha permesso a oltre 6 milioni di italiani di ricevere fino a 150 euro come bonus per i pagamenti elettronici realizzati. L’incentivo ha avuto un enorme riscontro, soprattutto tra i giovani ed è una misura che si ripaga da sola. I dati sui consumi avrebbero raggiunto i 14 miliardi entro fine 2022 con 2,5 miliardi di nuove entrate per lo Stato e senza introdurre nessuna nuova tassa. Fino ad oggi, sono 8,9 milioni i cittadini che hanno aderito con un totale di 784,4 milioni di transazioni e 16,4 milioni di strumenti di pagamento attivati. Di fatto, si sceglie inopinatamente di tornare al passato, invece di sostenere un programma anti-evasione che sta funzionando. Questa battaglia, evidentemente, non interessa ad altre forze politiche, abituate a riempirsi la bocca di lotta all’evasione senza mai passare ai fatti. Ci auguriamo che si torni indietro sulla decisione presa in Cabina di Regia.”

Fratelli d’Italia

Fratelli d’Italia, Lega e anche Forza Italia non hanno mai visto bene l’iniziativa del cashback, per il terzo partito è una spesa inutile da più di un miliardo di euro, Giorgia Meloni in qualità di presidente di partito e in una nota ufficiale ha ribadito che considera cashback e lotteria degli scontrini un’idiozia.

“Fratelli d’Italia è stata l’unica forza politica a dire chiaramente da subito che cashback e lotteria degli scontrini sono una idiozia che ci costa 4 miliardi. Un tentativo di controllare gli italiani in cambio di una elemosina. Ora ci è arrivato anche il governo Draghi. I quasi 2 miliardi risparmiati siano ora destinati ad attività e lavoratori colpiti dalla crisi e dalle chiusure, come avevo chiesto di fare al premier in una lettera inviata il 3 marzo scorso. Come sarebbe dovuto essere in una Nazione normale”

Partito Democratico

Il Partito democratico non si è espresso contro la sospensione del cashback, ha ribadito che però deve essere occasione di tirare le somme di questa iniziativa nata appunto per far evolvere l’economia del paese.

Antonio Misiani, responsabile economico del PD scrive questo. “Modernizzare il sistema dei pagamenti e rendere tracciabili le transazioni economiche è cruciale per abbattere l’evasione fiscale, una priorità assoluta per il Partito Democratico. La sospensione del cashback deve essere l’occasione per un monitoraggio accurato dei risultati della sperimentazione e l’introduzione dei correttivi necessari per migliorare la strategia di incentivazione dei pagamenti digitali, così come chiesto dal Senato con la risoluzione del 7 aprile scorso. L’Italia è in forte ritardo nella transizione verso un’economia cashless, con 61 transazioni digitali per abitante contro una media europea di 168, e ogni anno buttiamo letteralmente dalla finestra 8 miliardi nella gestione dei pagamenti in contanti.Ora, alla luce dei dati della sperimentazione disponibili, si possono focalizzare meglio le modalità per conseguire questi obiettivi in futuro, destinando eventuali risparmi a favore delle fasce più deboli.

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